
Spett.Le signora Ministro, Spett.Le Segreteria, vorrei capire come mai ancor prima di entrare nel merito della riforma del lavoro, cosa estremamente importante e difficile, la Signora Ministro, si prodiga a dicharare il suo pensiero sull'aticolo 18 della Costituzione Italiana. Mi pare proprio una partenza falsa. E' riuscita in un sol colpo a dividere le parti sociali, confindustria (ovvio che per loro non e' un totem l'art. 18) e i sindacati, uniti piu' che mai. Da una persona esperta come Lei Ministro mi aspettavo che certe questioni venissero affrontate ad un tavolo qualificato con le parti sociali, visto che ben altro ci sara' da dire e fare, se si vuole veramente riformare il lavoro. Si predica tanto che l'Italia si deve adeguare al resto dell'Europa, quando si deve andare ad intaccare i diritti di chi lavora, mai e poi mai si parla che gli adeguamenti all'Europa devono riguardare anche le tutele dei lavoratori, come appunto ci sono in Europa, tipo salari, indennita garantita se si perde il posto di lavoro, ec.ec.ec. Altro che articolo 18, se venissero estesi anche in Italia i diritti che hanno i lavoratori del resto europeo che conta, l'articolo 18 verrebbe ad essere superato dai fatti. Spett. Le ministro Lei sa che la casa si costruisce partendo dalle fondamenta non dal tetto, come sembra voler fare con le Sue dichiarazioni sull'artico 18. La Sua intelligenza non le ha detto che i sindacati che spesso non condivido, aspettavano solo un comportamento suo del genere, per attaccare strumentalmente ma anche con molte ragioni? Non pensa che i lavoratori ITALIANI da tutti bistrattati e tartassati, meriterebbero ben altro trattamento e ben altro rispetto, visto che da sempre sono loro che devono pagare in prima persona????? Altro che sentirsi rammaricata Signora Ministro. Salvo pensare che il Suo mondo del lavoro viene da un'altro pianeta!!!!! cordialmente L. Ugolini